Il racconto di

ALAIN GILLES

"Big Table incarna perfettamente il DNA del mio lavoro, la logica che ho definito Simplexity"

DESIGNER

ALAIN GILLES

“Bonaldo ha svolto un ruolo importante nella mia carriera fin da quando ho iniziato a progettare e firmare i miei primi pezzi, 8 anni fa. Già dall’inizio, con i tavolini Tectonic, Bonaldo ha dato al mio lavoro una grande visibilità e credibilità a livello internazionale.

L’anno dopo, nel 2009, ho progettato Big Table. Credo che a quel tempo questo tavolo potesse sembrare qualcosa di molto strano. Ammetto che io stesso, che l’ho ideato, la prima volta che ho visto il prototipo, l’ho trovato molto forte, forse troppo forte, con le sue quattro gambe di diverse forme e colori, che puntano in quattro direzioni. Tutti ci chiedevamo se sarebbe stato adatto per il mercato, se non fosse troppo “selvaggio”, se i negozi avrebbero deciso di campionarlo, e se la gente l’avrebbe capito e acquistato. Ma, nonostante questo, Bonaldo ha avuto il coraggio di esporlo al Salone del Mobile di Milano. Il giorno di apertura della fiera, quando sono entrato nello stand, il tavolo era in posizione centrale, e subito mi è stata mostrata una rivista, in cui appariva una foto del tavolo, accanto alle immagini di alcune celebrities… mi ci è voluto un po’ di tempo a capire l’importanza e l’impatto che questo prodotto ha avuto sulla gente. Sono passati due anni prima che il prodotto diventasse un best-seller, e continua ad esserlo ancora oggi.

Big Table incarna perfettamente il DNA del mio lavoro, la logica che ho definito “Simplexity”. Oggetti che sono apparentemente semplici, ma che possono avere diversi livelli di comprensione. Rappresentando il mio lavoro e la mia filosofia progettuale così bene, Big Table ha cambiato la mia carriera di designer, ha accelerato tutto. Da allora, ho continuato a collaborare con Bonaldo e a progettare anno dopo anno dei prodotti che si sono distinti, sempre unici, innovativi e graficamente forti. Fin dall’inizio Bonaldo è sempre stato un sostegno forte e mi ha dato la libertà e la fiducia di esprimere me stesso come designer e progettare insieme una serie di prodotti pluripremiati.

Credo che la nostra collaborazione abbia anche in un certo senso cambiato l’azienda Bonaldo, nel suo approccio ai colori e alle combinazioni di materiali. Ma anche nella sua comprensione di ciò che il mercato è pronto ad accettare e fino a che punto può spingersi nel suo approccio personale al design.

Collaboro con Bonaldo da 8 anni, durante i quali abbiamo imparato a capirci e apprezzarci reciprocamente. Questo rapporto è, naturalmente, una cosa molto positiva per i prodotti creati insieme, dal momento che maggiore fiducia c’è, più lontani si va.”